Descrizione
Ricercare l’anima di un viaggio, di un’emozione, è una gara contro i mulini a vento. Ci armiamo di speranza, con gli occhi lucidi e il cuore in mano.
Scaviamo le pareti del tempo e cerchiamo il valore ultimo di un momento, di uno sguardo. Quello che spesso non riusciamo a capire è che i momenti vivono di senso grazie ai nostri sensi, che ne compongono le coordinate.
I suoni, gli odori e i colori sono le colonne dei ricordi, unica ancora che sfida e sconfigge il tempo. Non serve scomodare Proust e la sua “recherche” per capirlo, basta guardarsi dentro e cercare quello che ci fa fremere e sorridere: sono i profumi che sentivamo da bambini, le dolci carezze che ci hanno fatto diventare adulti, le sfumature tra i capelli di chi chiamiamo amore.
Le luci, i suoni, gli odori: ogni volta è un mondo nuovo. E mi meraviglio a pensare quanti occhi inonderà questo tramonto: quanti fiumi e quante piazze riuscirà a stupire per poi risorgere ancora, fino alla fine dei tempi.
L’unico modo che ho di portare con me questi dipinti di luce è di leggerne le note, metterle in musica.
Forse è così anche la vita: devi lasciarla volare via e goderne fino all’ultimo spiraglio, come un magnifico tramonto. Ecco perché non riesco a trovare niente di meglio dei miei sensi per cercare di dare un senso a queste note.
Gabriele Saro
Sunset a Tokyo: “Cerco di correrti dietro ma sei sempre più veloce, come un’enorme ruota che continua a girare. Tra i tuoi tentacoli di cemento resiste il parco di Inokashira, dove sono venuto per vedere i ciliegi in fiore: Hanami, la festa che colora di rosa la primavera…”










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